Associazione Arte a Capalbio

L’associazione “ArteaCapalbio” è un’associazione culturale fondata nel 2001 dalla dott.ssa Lidia Tarantini e un gruppo di amici (giornalisti, scrittori , psicoanalisti, editori e imprenditori uniti dalla comune passione per il cinema e la Toscana) con lo scopo di organizzare durante l’estate delle rassegne cinematografiche all’aperto nel suggestivo scenario della cittadina maremmana di Capalbio.

Oltre ad una scelta accurata e ovviamente sempre aggiornata delle pellicole proiettate, il plus che ha reso la rassegna Capalbioart particolarmente gradita e seguita da pubblico e stampa è stata l’idea di far precedere ogni proiezione da una presentazione-commento di personaggi famosi dello spettacolo e della cultura, che avessero in qualche modo affinità con il tema trattato nel film della serata.

Il cinema è…… (di Lidia Tarantini – Direttore artistico Capalbio Movie)
“La prima cosa che mi viene in mente quando penso al cinema, è il buio della sala e il fascino di un film visto nella sala piuttosto che a casa propria. E poi il silenzio che accompagna il lento spegnersi delle luci.
C’è la magia dell’attesa in quel buio e in quel silenzio, la magia dell’attesa che qualcosa accada, che qualcosa stia per accadere. E aspettiamo.
Sono secondi carichi di un’emozione profonda. Siamo lì, ci lasciamo andare, in attesa che lo schermo si illumini, ci illumini”

In queste poche righe, Lidia Tarantini esprime tutto l’amore per il cinema, come luogo di nuova vita “E’ facile – prosegue – associare questa immersione nella sala buia e silenziosa, al grembo materno e all’attesa della nascita”.
Ma quale vita ci aspettiamo che arrivi dallo schermo? E’ una vita che possiamo vedere, non agire “Lo sguardo, allora – aggiunge – è l’altro elemento costitutivo del rapporto con il cinema. Lo sguardo dello spettatore è uno sguardo particolare. Ingenuo e stupito, come quello di chi vuole lasciarsi prendere dalla meraviglia, uno sguardo necessariamente infantile”.

E’ necessaria una regressione, quindi, allo stadio a-critico, lo stadio dell’immaginario dove il pensiero riflessivo è messo a tacere “Uno stato di sospensione – sottolinea Lidia Tarantini – e in questa sospensione si può fare, come in uno specchio, ciò che il bambino fa con il volto della madre: diventare quel volto, diventare quell’immagine”.

Riacquistiamo il nostro status di adulti solo quando usciamo dalla sala e possiamo ricominciare a pensare, processando le emozioni che le immagini ci hanno suscitato “Per questo credo – conclude Lidia – che il cinema sia per sua natura un’espressione creativa dell’anima’’.

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